1. Home
  2. Confronto
  3. Marchio italiano o europeo
Confronto

Marchio italiano o europeo: come si sceglie

Il marchio italiano vale in Italia e costa 183 € di tasse. Quello dell'Unione europea vale in tutti gli Stati membri con un unico deposito e parte da 850 € di tasse. Se vendi o venderai fuori dall'Italia, l'UE conviene quasi sempre.

È una scelta di territorio: paghi per l'area in cui puoi impedire agli altri di usare il tuo segno. La domanda utile non è "quale dei due è meglio", ma dove arriveranno i tuoi clienti nei prossimi due o tre anni.

I due marchi a confronto

Marchio italiano (UIBM) e marchio dell'Unione europea (EUIPO)
VoceMarchio italianoMarchio dell'Unione europea
Territorio copertoRepubblica ItalianaTutti gli Stati membri UE con un unico deposito
Ufficio competenteUIBM, Ministero delle Imprese e del Made in ItalyEUIPO, Alicante
Tasse, prima classe183 €850 €
Seconda classe+34 €+50 €
Dalla terza classe+34 € per classe+150 € per classe
Tempi tipici alla registrazione8-12 mesi senza rilievi né opposizioniDipendono da esame e opposizioni: verifica le tempistiche su EUIPO
Rischio di opposizioneLimitato alle anteriorità efficaci in ItaliaPiù alto: l'anteriorità di un solo Stato membro può bloccare l'intero marchio
Uso richiestoUso effettivo, pena la decadenzaUso effettivo valutato sul territorio dell'Unione, non su un solo Stato
Durata e rinnovo10 anni dal deposito, rinnovabile di 10 in 1010 anni dal deposito, rinnovabile di 10 in 10
Il nostro prezzoda 490 a 1.190 € + IVA1.590 € + IVA

Tariffe verificate ad agosto 2026, fonte UIBM ed EUIPO: verificale alle fonti ufficiali prima del deposito. Le tasse sono versate all'ufficio e non sono un nostro compenso.

Come si compongono le tasse della prima classe
VoceItaliaUnione europea
Tassa di registrazione101 €850 €
Marca da bollo, deposito telematico48 €
Tassa lettera d'incarico, deposito tramite mandatario34 €
Totale prima classe183 €850 €

Quattro scenari, quattro risposte

Vendo solo in Italia e non ho piani esteri. Il marchio italiano basta. Copri il mercato che hai, spendi 183 € di tasse invece di 850 € e lasci aperta l'estensione. Non stai rinunciando a nulla: stai rimandando una spesa che oggi non ha contropartita.

Vendo su marketplace europei. Qui l'UE conviene. Se il tuo prodotto arriva a clienti in Germania, Francia o Spagna, un marchio italiano non ti serve a far rimuovere un'inserzione che usa il tuo nome in quei paesi, e diversi strumenti di tutela del brand delle piattaforme chiedono un titolo valido nel territorio in cui operi.

Ho un e-commerce che spedisce in UE. Vale la stessa logica: il diritto segue il territorio, non il server. Spedire in dieci paesi con un marchio valido in uno significa avere nove mercati in cui non puoi opporti a nessuno.

Voglio partire piano ed estendere dopo. È una strategia legittima, ed è quella che consigliamo più spesso a chi ha budget stretto e mercato ancora italiano. Deposita in Italia, e se l'estero arriva estendi. Il punto delicato è quando.

L'estensione successiva e i sei mesi di priorità

Dal primo deposito hai sei mesi di diritto di priorità: se entro quel termine depositi lo stesso marchio all'estero, la nuova domanda conserva la data del primo deposito. In una materia dove vince chi è arrivato prima, sei mesi di anzianità sono un vantaggio concreto.

Passati i sei mesi puoi ancora estendere, ma la nuova domanda vale dalla sua data. Nel frattempo qualcun altro può aver depositato lo stesso segno in un altro Stato membro, e a quel punto la tua domanda UE incontra un'anteriorità che prima non c'era.

Il marchio UE non copre Regno Unito e Svizzera

Il marchio dell'Unione europea copre tutti gli Stati membri con un unico titolo, ma Regno Unito e Svizzera non sono Stati membri: richiedono depositi separati davanti ai rispettivi uffici. Se il tuo mercato include Londra o Zurigo, l'UE non è sufficiente. Questi depositi non sono nella nostra offerta: servono corrispondenti locali e li tratta uno studio strutturato.

Il rovescio della medaglia dell'UE: un solo ostacolo blocca tutto

Il marchio dell'Unione europea è un titolo unitario. Questo è il suo vantaggio in copertura e il suo rischio in esame: un marchio anteriore efficace in un solo Stato membro può essere opposto e impedire la registrazione per l'intero territorio. Per questo, su un deposito UE, la ricerca di anteriorità pesa più che su un deposito italiano.

Il Fondo PMI dell'EUIPO

Nel 2026 il Fondo PMI dell'EUIPO rimborsa alle piccole e medie imprese europee una quota delle tasse di registrazione, fino a circa 700 €. È un contributo che cambia il calcolo: su un deposito UE può ridurre in modo sensibile il peso delle tasse.

Due avvertenze necessarie. Le finestre di apertura e la dotazione cambiano ogni anno e vanno verificate sul sito EUIPO prima di contare sul rimborso. E la domanda va presentata secondo le regole del bando in vigore, di norma prima del deposito: presentarla dopo può escludere il rimborso. Nel piano Tutela l'assistenza sulla domanda è inclusa quando applicabile.

Il marchio italiano vale in Italia e costa 183 € di tasse; il marchio dell'Unione europea copre tutti gli Stati membri con un unico deposito e parte da 850 €. Il marchio UE non copre Regno Unito e Svizzera, e dal primo deposito ci sono sei mesi di priorità per estenderlo conservando la data originaria.

MarchioOnline

Domande frequenti

Mi conviene il marchio italiano o quello europeo?

Se vendi o venderai fuori dall'Italia, l'UE conviene quasi sempre. Se il mercato è solo italiano, l'italiano basta e lascia aperta l'estensione successiva. La differenza di tasse è 183 € contro 850 € per la prima classe.

Il marchio italiano vale anche in Europa?

No. Il marchio italiano è efficace nella Repubblica Italiana. Fuori dai confini non ti dà diritti: per gli altri Stati membri serve un marchio dell'Unione europea o un deposito nazionale in quei paesi.

Il marchio UE copre il Regno Unito?

No. Il marchio dell'Unione europea copre gli Stati membri UE. Regno Unito e Svizzera non lo sono e richiedono depositi separati davanti ai rispettivi uffici nazionali.

Posso partire dall'Italia ed estendere dopo?

Sì. Hai sei mesi di diritto di priorità dal primo deposito: entro quel termine la domanda estera conserva la data del deposito italiano. Dopo i sei mesi l'estensione è ancora possibile, ma vale dalla sua data.

Perché il rischio di opposizione è più alto sull'UE?

Perché il marchio dell'Unione europea è un titolo unitario: l'anteriorità di un solo Stato membro può essere opposta e bloccare l'intero marchio. Su un deposito UE la ricerca di anteriorità pesa più che su uno italiano.

Quanto costa il deposito UE con voi?

1.590 € + IVA di onorario, più le tasse EUIPO: 850 € per la prima classe, 50 € per la seconda, 150 € per ciascuna dalla terza. Le tasse sono versate all'ufficio e indicate sempre separatamente.

Il Fondo PMI EUIPO mi rimborsa le tasse?

Nel 2026 il Fondo PMI rimborsa alle PMI europee una quota delle tasse di registrazione, fino a circa 700 €. Finestre di apertura e dotazione cambiano ogni anno: va verificato sul sito EUIPO prima di contare sul rimborso.

Devo usare il marchio in tutti i paesi UE?

Il marchio va usato effettivamente, altrimenti diventa attaccabile per decadenza. Per il marchio dell'Unione europea l'uso si valuta sul territorio dell'Unione e non su un singolo Stato: è un punto su cui conviene un parere del consulente.

Contenuto verificato da Consulente in proprietà industriale iscritto all'Albo CPI

La scelta tra deposito nazionale ed europeo, la ricerca di anteriorità e il deposito sono valutati e firmati da un consulente iscritto all'Albo CPI, ai sensi dell'art. 201 del Codice della Proprietà Industriale.

Vedi i prezzi di Italia e UE
Continua da qui
Fonti

Aggiornato il 1 settembre 2026. Tariffe verificate ad agosto 2026: verificale alle fonti ufficiali prima del deposito.

MarchioOnline non è un ufficio pubblico né un registro ufficiale. L’unico ufficio competente per i marchi italiani è l’UIBM, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy; per i marchi dell’Unione europea è l’EUIPO. MarchioOnline fornisce tecnologia e back-office: l’attività professionale e il deposito sono svolti e firmati da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Albo CPI, con cui il cliente stipula il mandato. Non inviamo mai fatture non richieste. Le informazioni pubblicate su questo sito non costituiscono parere legale.