Quasi sempre no: non devi pagare e non devi rispondere. Le richieste di pagamento che arrivano dopo il deposito di un marchio provengono di regola da registri privati senza valore legale. Qui c'è come verificarlo in pochi minuti.
Non pagare. Non rispondere e non richiamare il numero indicato. Inoltra il documento al tuo mandatario, cioè al consulente o all'avvocato che ha depositato il marchio, e chiedi conferma prima di qualunque altra cosa. Nessuna scadenza stampata su una lettera privata ti obbliga a decidere in fretta.
Dopo il deposito i dati della tua domanda diventano pubblici: titolare, indirizzo, segno, classi, numero e data. È il funzionamento normale di un registro di marchi e serve a permettere a chiunque di verificare cosa è già stato depositato.
Quegli stessi dati sono però anche una lista di indirizzi perfetta: chi ha appena depositato si è appena interessato alla materia, non la conosce a fondo e si aspetta comunicazioni ufficiali. Per questo la lettera arriva a poca distanza dal deposito. Non è una coincidenza, è il modello di business.
Il meccanismo è consolidato: società con nomi che imitano quelli di uffici pubblici inviano ai depositanti fatture non richieste per iscrizioni in "registri" privi di valore legale. In molti casi, formalmente, sono offerte commerciali: da qualche parte, in caratteri piccoli, c'è scritto che si tratta di una proposta e non di un obbligo.
| Segnale | Cosa vedi sul documento |
|---|---|
| Aspetto di fattura o bollettino | Layout da documento contabile, con importo, causale e scadenza ravvicinata |
| Nome che imita un ente pubblico | Sigle vicine a WIPO, EUIPO, UIBM, con parole come "registro", "internazionale", "ufficiale" |
| Importo elevato per un servizio mai richiesto | Spesso tra 1.000 e 3.000 €, senza rapporto con le tasse ufficiali |
| IBAN estero | Coordinate bancarie di un altro Paese, a volte extra-UE |
| Nessun riferimento a un mandato | Non cita alcuna procura firmata da te, perché non esiste |
| Arrivo subito dopo il deposito | Poche settimane dalla pubblicazione dei tuoi dati |
Basta uno di questi segnali per fermarsi e verificare. Se ce ne sono tre o più, quasi certamente non devi pagare nulla.
Un confronto utile: le tasse UIBM per un marchio italiano in una classe, depositato tramite mandatario, sono 183 € in tutto. Una richiesta di 1.800 € per una "iscrizione" che nessuno ti ha spiegato non ha rapporto con i costi reali di un marchio.
Nessun bonifico, nessun bollettino, nessun dato di carta su un sito indicato nella lettera. Nessun diritto sul tuo marchio si perde per non aver pagato un registro privato.
Non richiamare e non replicare all'email: una risposta conferma che l'indirizzo è attivo, ed è il segnale che porta la seconda lettera.
Se il marchio l'ha depositato un consulente in proprietà industriale o un avvocato, inoltragli il documento: è chi sa quali adempimenti la tua pratica ha davvero.
Cerca la denominazione esatta stampata sul documento, non la sigla. Gli uffici competenti sono due: UIBM per i marchi italiani, EUIPO per i marchi dell'Unione europea. Tutto il resto è un privato.
Documento, busta con il timbro postale, email con le intestazioni. Serve se decidi di segnalare o denunciare.
L'EUIPO raccoglie segnalazioni sulle comunicazioni ingannevoli inviate a titolari e depositanti di marchi. Se ritieni di essere stato tratto in inganno puoi valutare una denuncia alle autorità competenti, sul documento concreto e con chi ti assiste.
| Elemento | Comunicazione ufficiale | Offerta privata non richiesta |
|---|---|---|
| Riferimento alla tua pratica | Indica numero e data della tua domanda | Riporta i tuoi dati pubblici, senza un procedimento vero |
| Destinatario | Se hai un mandatario, passa da lui | Arriva direttamente a te, scavalcando il mandatario |
| Oggetto | Un atto del procedimento: rilievo, pubblicazione, registrazione | Una "iscrizione" o un "rinnovo" in un registro privato |
| Ente | UIBM per l'Italia, EUIPO per l'Unione europea | Nome commerciale che somiglia a quello di un ente |
| Pagamento | Le tasse ufficiali si versano al deposito e al rinnovo | Bonifico su IBAN estero, con scadenza a pochi giorni |
Se hai un mandatario e ti arriva qualcosa che sembra riguardare la tua domanda, la verifica più rapida è chiederlo a lui.
Prima cosa: la tua domanda di marchio non è compromessa. Il pagamento a un registro privato non incide sul procedimento davanti all'UIBM. Hai perso dei soldi, non il marchio.
Poi, nell'ordine: contatta subito la banca e chiedi se il bonifico è ancora richiamabile, perché la finestra utile è breve; conserva ricevuta, documento e busta; informa il tuo mandatario; valuta la denuncia alle autorità competenti e segnala la comunicazione. Se dallo stesso mittente arrivano altre richieste, non pagarle: chi ha pagato una volta finisce su una lista più selezionata.
MarchioOnline non è un ufficio pubblico né un registro ufficiale, e non gestisce alcun registro. Non invia mai fatture o bollettini non richiesti. Non chiede pagamenti per "iscrizioni", "pubblicazioni" o "rinnovi in registri internazionali". Si paga solo dopo aver scelto un piano sul sito, i prezzi sono pubblicati e le tasse UIBM sono indicate separatamente. Se ricevi una richiesta di pagamento a nostro nome che non corrisponde a un piano che hai scelto tu, non è nostra.
L'unico ufficio competente per i marchi italiani è l'UIBM, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy; per i marchi dell'Unione europea è l'EUIPO. Nessun altro soggetto, noi compresi, tiene un registro che produca diritti sul tuo marchio.
L'iscrizione in un registro marchi privato non crea, non rafforza e non conserva alcun diritto sul tuo marchio. Gli unici adempimenti che contano sono quelli davanti all'UIBM per il marchio italiano e davanti all'EUIPO per il marchio dell'Unione europea.
Quasi sempre no. Se non hai chiesto nulla a quel soggetto e non hai firmato alcun mandato con lui, è un'offerta commerciale non richiesta per l'iscrizione in un registro privato senza valore legale.
Perché dopo il deposito i dati della domanda diventano pubblici: titolare, indirizzo, segno e classi. Chiunque può estrarli e usarli per inviare offerte non richieste.
Guarda cinque cose: chi è il mittente per nome e non per sigla, se cita un mandato firmato da te, se l'IBAN è italiano o estero, se l'importo ha senso rispetto ai 183 € di tasse UIBM per una classe, e se la scadenza serve solo a farti decidere in fretta.
Le tasse di un marchio italiano si versano al momento del deposito. Una comunicazione dell'UIBM riguarda la tua domanda specifica, ne indica numero e data e, se hai un mandatario, arriva a lui: non si presenta come una fattura con IBAN estero.
No. L'iscrizione in un registro privato non produce effetti sui tuoi diritti: non li crea e non li fa perdere. La tua posizione dipende dalla domanda depositata all'UIBM e dai rinnovi decennali.
Contatta subito la banca per verificare se il bonifico è richiamabile, conserva la documentazione, informa il tuo mandatario, segnala la comunicazione e valuta la denuncia alle autorità competenti. Il marchio resta valido.
L'EUIPO raccoglie segnalazioni sulle comunicazioni ingannevoli rivolte a titolari e depositanti di marchi. Oltre alla segnalazione resta la possibilità di rivolgersi alle autorità competenti.
Mai. Non siamo un ufficio pubblico né un registro. Si paga solo dopo aver scelto un piano sul sito, i prezzi sono pubblicati e le tasse ufficiali sono indicate a parte.
La valutazione di una specifica comunicazione ricevuta è attività professionale: la svolge un consulente in proprietà industriale iscritto all'Albo CPI o un avvocato. Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono un parere sul tuo caso.
Se hai ricevuto una richiesta di pagamento che riguarda un marchio e vuoi sapere se ha senso, scrivici: ti diciamo cosa hai davanti e cosa comporta.
Registri il tuo marchio online a prezzo fisso, con il deposito firmato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Albo.
Servizi
MarchioOnline non è un ufficio pubblico né un registro ufficiale. L’unico ufficio competente per i marchi italiani è l’UIBM, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy; per i marchi dell’Unione europea è l’EUIPO. MarchioOnline fornisce tecnologia e back-office: l’attività professionale e il deposito sono svolti e firmati da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Albo CPI, con cui il cliente stipula il mandato. Non inviamo mai fatture non richieste. Le informazioni pubblicate su questo sito non costituiscono parere legale.