Il denominativo protegge la parola in qualsiasi grafica: è la tutela più ampia. Il figurativo protegge il segno come immagine. Se puoi depositarne uno solo e la parola è distintiva, scegli il primo.
Il marchio denominativo è composto solo da parole, lettere o numeri. Si deposita in caratteri standard e la protezione riguarda la parola in sé, non il modo in cui la scrivi.
Il marchio figurativo è un'immagine: un simbolo, un disegno, un monogramma. La tutela si misura su quell'immagine così come è stata depositata.
Il marchio complesso mette insieme parola e grafica: è il logo con il nome dentro o accanto a un simbolo. Si deposita come figurativo, perché ciò che alleghi alla domanda è un'immagine.
Il marchio di forma è la forma tridimensionale del prodotto o della confezione. È ammissibile ai sensi dell'art. 7 CPI, ma la forma deve essere percepita come indicazione di provenienza, non come conseguenza della funzione.
Esistono anche marchi non tradizionali: colore, suono, posizione, motivo, movimento. L'art. 7 CPI non li esclude, purché il segno sia rappresentabile e distintivo, ma hanno requisiti specifici, da verificare sulla documentazione UIBM o EUIPO.
Depositare solo il logo pensando di aver protetto anche il nome. La domanda copre il segno che hai rappresentato, non tutte le sue varianti possibili.
La differenza non è terminologica: cambia chi puoi fermare.
| Tipo | Cosa protegge | Cosa NON protegge | Quando conviene | Rischio tipico |
|---|---|---|---|---|
| Denominativo | La parola in qualunque carattere | Disegno, simbolo, colori | Parola distintiva, logo destinato a cambiare | Rifiuto per descrittività (art. 13 CPI) |
| Figurativo | Il segno grafico come depositato | La parola riusata con altra grafica | Il valore sta nel simbolo | Tutela che invecchia col restyling |
| Complesso | Testo e immagine come insieme | Le due componenti con la stessa forza | Logo già su insegne e packaging | Confidarci per difendere la parola |
| Di forma | La forma del prodotto o della confezione | Le soluzioni tecniche | Forma riconoscibile e non funzionale | Rifiuto per assenza di distintività |
La tutela vale solo per le classi indicate nella domanda: il tipo di marchio definisce il perimetro del segno, le classi di Nizza quello del mercato.
Un segno che descrive il prodotto o il servizio non ha capacità distintiva e non è registrabile: lo stabilisce l'art. 13 CPI. Se il tuo nome dice solo cosa vendi o dove lo vendi, il denominativo ha poche probabilità di superare l'esame.
Il ragionamento è che nessuno può appropriarsi delle parole di cui hanno bisogno tutti i concorrenti: se «Pizzeria Napoli» diventasse marchio denominativo, ogni altra pizzeria dovrebbe rinunciare a due parole ovvie del proprio mestiere.
Resta il figurativo con un lettering caratterizzato: la grafica aggiunge l'elemento distintivo che la parola non ha. Spesso è l'unica strada, ma va scelta sapendo cosa si ottiene.
Un marchio figurativo su un nome descrittivo protegge la grafica, non la parola. Un concorrente potrà usare la stessa parola con un'altra veste grafica, e sarà difficile fermarlo.
Prima di rassegnarti, verifica se il nome è davvero descrittivo o solo evocativo: una parola che allude al settore senza descriverlo, o comune ma usata in un ambito estraneo, di regola è registrabile.
Se la parola è inventata o distintiva, il denominativo è quasi sempre la scelta migliore, per un motivo economico prima che giuridico: il nome di un'impresa dura decenni, il logo molto meno.
Un marchio figurativo depositato oggi protegge il logo di oggi. Quando lo rifarai, il vecchio deposito coprirà ancora il vecchio segno e per il nuovo servirà una nuova domanda, con nuove tasse.
Se il nome è distintivo, deposita il marchio denominativo: protegge la parola in qualunque grafica e resta valido quando rifarai il logo. Il marchio figurativo protegge l'immagine che hai depositato, e invecchia con essa.
La regola di fondo è una: il marchio è quello che hai depositato. La rappresentazione allegata alla domanda definisce il perimetro della tutela.
Il file va allegato nel formato e nei limiti tecnici stabiliti dall'ufficio ricevente. Questi requisiti cambiano nel tempo e differiscono fra UIBM ed EUIPO: si verificano sulla documentazione ufficiale.
Sulla scelta fra colore e bianco e nero vale un principio. Rivendicare i colori lega il marchio a quella combinazione cromatica; il bianco e nero non rivendica un colore ma non estende automaticamente la protezione a ogni variante colorata. La prassi degli uffici su questo punto è cambiata nel tempo e va verificata nelle linee guida UIBM ed EUIPO.
Si può, e spesso è la scelta corretta: la parola come denominativo, il logo come figurativo. Sono però due domande distinte, perché ogni domanda riguarda un solo segno.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Tasse UIBM, deposito del marchio denominativo (1 classe) | 183 € |
| Tasse UIBM, deposito del marchio figurativo (1 classe) | 183 € |
| Totale tasse, due depositi | 366 € |
I 183 € sono 101 € di tassa di registrazione, 48 € di marca da bollo e 34 € di tassa lettera d'incarico; ogni classe in più costa 34 €. Tariffe verificate ad agosto 2026. L'onorario si somma per ciascuna pratica.
La mia parola, in caratteri standard, distingue la mia impresa o descrive quello che vendo? E fra tre anni userò ancora questo logo?
Il denominativo protegge la parola in quanto tale, indipendentemente dal carattere con cui la scrivi. Il figurativo protegge un segno grafico come depositato: la tutela riguarda quell'immagine, non le parole al suo interno.
Non allo stesso modo. Con un figurativo la tutela si misura sull'impressione complessiva del segno depositato: un concorrente che usa la stessa parola con una grafica diversa è più difficile da fermare.
È un marchio in cui convivono una parte verbale e una grafica: il logo con il nome accanto o dentro un simbolo. Si deposita come figurativo, perché la rappresentazione è un'immagine.
Spesso sì, ma la tutela cambia natura: un segno descrittivo non è registrabile come denominativo (art. 13 CPI), mentre un figurativo con lettering caratterizzato può superare l'esame. Protegge però la grafica, non la parola.
La tutela segue la rappresentazione depositata: rivendicare i colori lega il marchio a quella combinazione, il bianco e nero non rivendica un colore ma non estende automaticamente la protezione a ogni variante. Verificare la documentazione UIBM ed EUIPO.
No. Ogni domanda riguarda un solo segno con una sola rappresentazione: depositare la parola e il logo significa due domande distinte, con due serie di tasse e due esami.
È il marchio costituito dalla forma tridimensionale del prodotto o della confezione. È ammissibile in linea di principio, ma la forma deve essere percepita come indicazione di origine e non come conseguenza della funzione del prodotto.
Se il logo cambia in modo sostanziale, il vecchio deposito continua a proteggere il vecchio segno: per il nuovo serve una nuova domanda. È la ragione per cui, quando la parola è distintiva, il denominativo è più stabile.
La valutazione sul tipo di marchio e sulla capacità distintiva del segno è attività professionale: la firma un consulente in proprietà industriale iscritto all'Albo CPI ai sensi dell'art. 201 CPI. MarchioOnline gestisce tecnologia e back-office, e non esercita attività professionale.
Se non sai quale depositare, la risposta arriva dal parere sulla registrabilità: il consulente valuta la distintività, indica il tipo di marchio e motiva le classi prima che tu spenda le tasse.
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